November 02
La riforma doveva essere discussa in settimana ma dopo le proteste Berlusconi preferisce rimandare. E Bossi rilancia: "Gli atenei vanno finanziati"
Università, stop del governo "Prima calmiamo le acque"
di CLAUDIO TITO
ROMA - "Il clima è troppo acceso. Adesso dobbiamo andare avanti con un po' più di calma". Silvio Berlusconi accende il semaforo rosso. La riforma dell'università deve attendere. Maria Stella Gelmini lascerà per un po' nel cassetto il suo "piano" per gli atenei.
Le manifestazioni di questa settimana, insomma, un effetto l'hanno avuto. E il Cavaliere non vuole correre rischi. Non ha alcuna intenzione di incendiare la piazza. Soprattutto in una fase in cui le proteste di studenti e professori sembrano sempre più intersecarsi con le difficoltà della crisi economica. "Ora - è quindi la scelta del presidente del Consiglio - andiamo avanti con un po' di calma".
Il secondo passo studiato dal governo per ristrutturare l'Istruzione pubblica, dunque, verrà rallentato. Il provvedimento - stavano esaminando pure l'opzione di un nuovo decreto - era previsto per la prossima settimana, ma i tempi si allungheranno. Di un bel po'. Eppure solo quattro giorni fa l'intervento era stato annunciato con tutti i crismi dell'ufficialità dallo stesso ministro dell'Istruzione. "Entro una settimana presenterò il piano sull'università", aveva scandito dopo il sì del Senato alla sua riforma scolastica. Del resto, pure il Cavaliere fino a qualche giorno fa sfidava tutti gli scettici, compresi quelli del centrodestra, ripetendo: "E ora tocca all'università".
Qualcosa, però, negli ultimi giorni è cambiato. Le proteste degli studenti. Le manifestazioni dei docenti. La stagnazione dell'economia. Il clima nei confronti dell'esecutivo non è più lo stesso. Sul tavolo del premier i sondaggi lo confermano. Già una settimana fa i dati avevano impensierito l'inquilino di Palazzo Chigi, e adesso ha avuto una controprova. La riforma Gelmini non è "popolare", soprattutto è stata percepita in senso negativo dalle famiglie. "Non si può insistere subito sullo stesso punto", ha allora fatto sapere il Cavaliere.
Bisogna che si calmino le acque per non trasformare la protesta in un rogo in cui si saldano studenti medi, studenti universitari e professori. Come va ripetendo Umberto Bossi "è inutile far unire anche gli universitari alla protesta della scuola". Il premier, insomma, ha dovuto prendere atto anche delle resistenze all'interno della maggioranza. "Occorre trovare i finanziamenti adatti - ha avvertito ieri il ministro delle Riforme - perché l'università è una cosa importante".
E in effetti il piano, che è già pronto nel cassetto del ministro dell'Istruzione, si metterebbe nella scia della manovra economica approvata a luglio scorso. Il decreto di Tremonti, cioè, che ha sforbiciato gli stanziamenti per gli atenei nei prossimi tre anni. Nel 2009 il Fondo per il finanziamento ordinario dell'università è stato ridotto di oltre 700 milioni, gli importi per l'istruzione universitaria di 1600 milioni, i soldi per il "diritto allo studio" ridotti del 60% e persino le risorse per le facoltà "non statali" - tanto care a Berlusconi - decrescerà di 60 milioni. Per il presidente del consiglio, quindi, "al momento è meglio evitare di andare subito anche sulla riforma dell'università".
Un suggerimento su cui giovedì scorso ha battuto con insistenza pure il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il quale durante una colazione di lavoro, ha sottolineato i rischi di uno scontro che coinvolga i docenti e i giovani universitari. Gli esperti di An poi sono usciti allo scoperto chiedendo un confronto con tutte le parti in causa e bocciando preventivamente la strada del decreto e della fiducia. "Servirebbe - ammette anche Stefano Caldoro, socialista eletto dentro Forza Italia, impegnato a luglio come relatore della manovra Tremonti - un patto con il mondo dell'università. Un patto di stabilità condiviso".
Anche perché la seconda puntata del pacchetto Gelmini prende spunto proprio dai "tagli" stabiliti dal ministro dell'Economia. Secondo alcune indiscrezioni, il progetto punterebbe a bloccare la "proliferazione" dei corsi, a cancellare le sedi distaccate considerate in eccesso e a trasformare gli istituti in Fondazioni di diritto privato (il decreto 112 già contemplava la "possibilità" per i singoli di atenei di compiere questa scelta che diventerebbe invece obbligatoria). Non solo.
Il piano verrebbe accompagnato dalla "sospensione" dei concorsi per i professori - quelli già banditi nel 2007 e nel 2008 - al fine di rendere effettivo il blocco del turn over. Ai piani alti del ministero si sventola una ricerca in cui si evidenza come i docenti italiani assunti a tempo indeterminato siano circa 65 mila e in Germania "solo" 40 mila. Per Berlusconi, però, non è più il tempo di forzare la mano. (2 novembre 2008) October 26
Ciao a tutti!!
vagando sul sito dell'unical, ho notato che è uscito il bando per il lavoro part-time per l'anno 2008-09 e dato che molti mi hanno chiesto quali fossero i requisiti (e non ricordo esattamente chi..) ho pensato di scrivervi quì le cose più importanti!
1. possono partecipare al concorso per l’assegnazione di un incarico part-time gli studenti iscritti agli anni successivi al primo, se iscritti in regolare corso, che hanno fruito sino ad un massimo di un anno di ripetenza o di fuori corso intermedio o che ne fruiscano nell’a.a. 2008-2009.
2. Gli studenti devono aver superato, entro il 10 Agosto 2008, almeno metà (arrotondata per eccesso) dei crediti previsti dal piano di studio e relativi agli anni già frequentati fino all’a.a. 2007-2008 compreso. Per gli studenti che hanno utilizzato, un anno intermedio di ripetenza o di fuori corso, entro l’a.a.2007-2008 compreso, il numero dei crediti da superare è aumentato rispettivamente di 10. Gli studenti iscritti al primo anno di corso delle lauree specialistiche devono indicare i crediti conseguiti nel corso di laurea triennale alla data del 10 Agosto 2008.
3. Tutti gli studenti devono possedere i seguenti requisiti:
a) non essere già in possesso di un titolo di studio di livello pari a quello al quale sono iscritti;
b) non aver ottenuto l’assegnazione di un incarico part-time in precedenza.
4. Gli studenti idonei non vincitori della borsa di studio nell’anno accademico 2007/2008 possono concorrere all’assegnazione di un incarico part-time e, se in possesso anche dei requisiti previsti nel presente bando, saranno inseriti nella graduatoria con priorità nell’assegnazione degli incarichi a parità di punteggio ottenuto.
5. Sono esclusi dal concorso gli studenti vincitori, per l’a.a. 2007-2008 di borsa di studio. In ogni caso decade dalla graduatoria lo studente che risulta vincitore per l’a.a. 2008/2009 di borsa di studio.
6. Non possono concorrere gli studenti che hanno un reddito equivalente superiore a €. 18.000,00
Baci baci Federica. September 16 Chi sono?
la notte che si avvicina
La lacrima sulla guancia di un bambino
La lama del coltello di un assassino
Un grido soffocato nella gola di una bambina.
Sono una candela in una notte di tempesta
Il sorriso sulla bocca di un condannato
La luce di speranza negli occhi di un neonato
Sono la gioia dei giorni che precedono la festa.
Sono tutto e non sono nulla.
August 09 Memore dell'agosto 2007 trascorso ad annoiarmi tra libbri e ozio quest'anno ho deciso che la mia estate doveva colorarsi un po' e poichè avere in tasca qualche soldo in più non fa mai male... quest'anno ho trovato un lavoretto estivo...
(da sinistra: Alessandra, Io, Lucia, Roberta e Salvatore in basso!)
ecco qualche foto scattata al Papaya Beach... (per l'appunto, il chiosco situato sul lungomare di falerna in cui lavoro) in un momento di quiete aspettando l'ora X.. (22.00 , 22.45)
ovvero orario in cui inizia il CAOS.. il locale si si riempie e si parte DAVVERO con il lavoro!!
(Foto a Sinistra: Salvatore e Giuseppe ; Foto a Destra: Io e Lucia)
April 22 Quando fai l'università, ti senti grande, quando la finisci ti senti gia un pò vecchio. Quando arrivi all'università ti senti spaesato, ma dopo 2 giorni già organizzi una cena. Quando fai l'università, mordi la tua prima vera libertà, sei indipendente per quattro o cinque giorni a settimana. Quando fai l'università, devi imparare a cucinare, impari a lavare piatti e cominci a bere caffè. Quando fai l'università, i piatti nel lavandino superano la tua altezza. Quando fai l'università, la nutella finisce prima che sia notte e guarda caso non se l'è mangiata nessuno! Quando fai l'università, fumi il doppio di prima. Quando fai l'università, cominci a comprare il drum. Quando fai l'università, in casa hai 16 posaceneri rubati, ma non ne trovi mai nemmeno uno... Quando fai l'università, tutti usano la cartigenica e nessuno la ricompra. Quando fai l'università, nel bagno puoi trovare anche tovaglioli e scottex (o elenchi del telefono..). Quando fai l'università, il tuo bagnoschiuma buono...è come la nutella Quando fai l'università, ogni bottiglia stappata in una cena, viene riempita di firme, e non la butti più. Quando fai l'università, casa tua è casa di tutti. Quando fai l'università, c'è sempre un pò più di pasta per chi si ferma a pranzo o a cena.
Quando fai l'università, c'è sempre una festa da organizzare. Quando fai l'università, il frigo ha confini precisi, anche se è triste... Quando fai l'università, la sanbuca non manca mai! Quando fai l'università, non esistono più muri bianchi. Quando fai l'università, ogni inquilino compra un calendario. Quando fai l'università, non parli più piano, alzi il volume della tv! Quando fai l'università, il tuo dentifricio.... come il bagnoschiuma! Quando fai l'università, in cucina punti alla quantità, non alla qualità. Quando fai l'università, tutti sono cuochi ma nessuno sa lavare quei cazzo di piatti.
Quando fai l'università, il tg1 è troppo serio, studio aperto è troppo idiota, ma 'studiosport' è perfetto! Quando fai l'università, la seconda notizia di studio aperto è che un gorilla allatta un delfino. Quando fai l'università, i simpson fanno ridere di più, perchè non li guardi mai da solo/a. Quando fai l'università, alle 16.00 ancora stai guardando 'seven heven' o 'una mamma per amica' o Maria de Filippi. Quando fai l'università, è meglio avere 2 bagni. Quando fai l'università e c'è un solo bagno, può capitare che mentre uno si lava i denti, uno si fa la doccia, un altro sta sulla tazza, un altro si asciuga i capelli, quello che aspetta fuori la porta si sta cagando addosso, ma stanno tutti parlando di Fxxa o di calcio. Quando fai l'università, la sera non hai mai sonno, ma la mattina arriva dopo 4 ore. Quando fai l'università, vedi anche i film in terza serata. Quando fai l'università, la mattina è dura e se non si alza il tuo compagno di stanza, tu rimani a letto per solidarietà... Se hai una singola è la fine. Quando fai l'università, se la mattina vai a lezione dopo aver fatto serata, vuol dire che a lezione c'è una/o che ti piace. Quando fai l'università, se tutti in casa stanno studiando, studi anche tu. Quando fai l'università e il pomeriggio non hai voglia di studiare, ti metti a ripulire la tua camera, per ammorbidire i sensi di colpa e la tua camera luccica. Quando fai l'università, non hai mai un soldo per niente, ma per l'aperitivo sì, è incredibile! Quando fai l'università, è altamente consigliato non avere la playstation. Se fai l'università e sei al secondo anno fuoricorso, hai la playstation. Quando fai l'università, i termosifoni sembrano gratuiti, ma quando arriva la bolletta guarda caso nessuno si era scordato di spegnerli. Quando fai l'università, il venerdì prepari il pranzo Svuota-frigo (Pasta tonno e mais, probabilmente). Quando fai l'università e hai una chitarra, 2 canzoni su 10 sono di Ligabue e Vasco, una dei Nirvana, una di Bob Marley e una dei Green Day (Good Riddance probabilmente). Quando fai l'università e hai una chitarra non c'è mai una femmina che ti sta ascoltando e se una ti chiede di dedicarle una canzone, la sera prima avevi stuccato 2 corde perchè eri troppo ubriaco per suonare... Quando fai l'università, e hai finito le lezioni, purtroppo devi finire di studiare a casa. Quando fai l'università, ti sembra che non finirà mai, o almeno cosi vorresti. Quando fai l'università, conosci un sacco di persone e quando finisci l'università non fare l'errore di scordarti di loro. Quando l'università è stato il periodo più bello della tua vita e hai nostalgia, vuol dire che stai scrivendo questa cazzata, ma non ti dimenticherai mai di quel periodo. Se fai o hai fatto l'università, hai qualcuno che ti permette o ti ha permesso di farlo e sei fortunato: non approfittartene, ringrazialo. Chi non fa o non ha fatto l'università non ride tanto di queste cazzate, ma non sentirti superiore a lui.
Cosa faresti se tutte le volte che volessi qualcuno, non ci fosse mai nessuno?
Cosa faresti se per ogni momento di vera felicità avessi 10 momentidi disperazione?
Cosa faresti se la persona a cui tieni di più morisse domani senza che tu gli abbia potuto dire quanto gli volevi bene?

Volevo solo dire, anche se non dovessi parlarti mai più nella vita, che sei speciale e per me hai fatto la differenza  
Mi preoccupo per te, ti rispetto e ti voglio bene davvero.
 
Manda questa mail a tutti i tuoi amici, non importa quanto spesso ci parli o quanto siate legati, e rimandalo anche alla persona che te l'ha inviato.
Fai sapere ai vecchi amici che non li hai dimenticati, e ai nuovi che non lo farai mai. 
Ricorda, tutti hanno bisogno di un amico, un giorno potresti sentirti come se non avessi NESSUN AMICO allora ricordati di questa e-mail e pensa che c'è qualcuno a cui importa di te e a cui sempre importerà. 
Ci sarò sempre

Quando sarai nei guai,
quando avrai bisogno,
Se sarai triste,
Potrai contare su di me.
Ti farò il solletico,
finchè non riderai,
ti abbraccerò,
 e starò con te.
Ci sarò fino alla fine,
Sono e sarò per sempre tuo amico!
MANDA QUESTA MAIL A TUTTI I TUOI AMICI!
BUONA FORTUNA! March 10 Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavoletta, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavoletta. 'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere. Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'. Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due! A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è quasi mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh... finalmente... A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che forse non succederebbe nulla, ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che si vergognerebbe a morte se ti vedesse così, perché lei ... non ha mai toccato la tavoletta di un bagno pubblico 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'. Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone! Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, quindi insisti finchè non si decide a partire, che vergogna! Finalmente vai al lavandino. È pieno d'acqua ovunque e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché non riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata! A me è capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so! Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda' ti limiti a rispondere. E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in due, per solidarietà, perché l'altra ti tiene la borsa e il cappotto, ti tiene la porta e ti passa il kleenex, nel mentre ti racconta le sue disavventure d'amore o quelle di una vostra comune amica (tanto le storie si assomigliano tutte!!!). Così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità.
Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che
hanno usato un bagno pubblico
e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto...
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